Ibidem

ID.DI scritti – pittorici: esercizio di traduzione

di Giovanni Passariello e Federica Terracina

Parole chiave: traduzione, autore, scrittura, pittura, tutorial, esercizi, glitch, testo, texture.

Definite le parole chiave: “Ibidem”, “Ouverture”, “Direzione”… esplorato il nostro universo immaginifico, la traduzione accade in un altro luogo: nel nudo codice dell’immagine.

Può la traduzione sfuggire alla rappresentazione?

Di seguito alcuni esercizi:
aprite il file dell’immagine tramite un editor testuale, osservarne il codice nudo, modificarlo con il corpo di testi scritti
Ogni tentativo genera nuove soluzioni.

Solo quando il buio si dispiega

soloQuandoIlBuioSiDispiega

Per creare un glitch bisogna sapere due cose: che cos’è e come produrlo.
Il termine è usato inizialmente nel campo elettrotecnico per indicare uno scivolamento imprevedibile, uno slittamento picco in una forma d’onda.

Tutte le immagini che visionate tramite il vostro computer sono scritture. Dietro ogni foto presa da internet, o caricata sul proprio device personale, c’è un testo codificato. Ogni carattere del codice – lettera, numero e simbolo – decifra un’informazione che costruisce la struttura specifica di una precisa traduzione in immagine. 
Con alcune applicazioni è possibile creare e ricreare diversi picchi, scivolamenti, – errori d’interpretazione per il pc – , e interagire con l’immagine in base al suo formato: jpeg, png, tif e bitmap.
Per cominciare, ed entrare nella pratica di questa scrittura , basta trasformare il proprio file: foto, dipinto, disegno, e aprirla in txt. All’apertura di esso noterete che l’immagine “vera e propria” verrà sostituita da una lunga serie di numeri, lettere dell’alfabeto, simboli, interpunzioni, intervallata da spazi e capo versi. 
Per eseguire un glitch bisogna intervenire nel testo, bisogna incidere tra i segni. 
Anche una piccola modifica, eseguita in un preciso spazio sequenziato, può dare come effetto grafico, evidente nell’immagine di riferimento, una traccia di glitch.

Tuttavia è importante sapere che, quando aprirete l’immagine scelta in txt, avrete di fronte una lunghissima finestra di informazioni: circa 10 pagine word, per darvi un esempio.

Questo è la prima premessa prima di agire: il vostro intervento dovrà affrontare molteplici prove e controprove, durante le quali noterete la differente sensibilità di azione, che dovrà assolutamente evitare due parti privilegiate.
La testa e la coda rappresentano la parte iniziale e finale di ogni testo informatico, la loro presenza rivela delle informazioni fondamentali, che anche noi possiamo notare: es. la marca della macchina fotografica con cui avete scattato la foto. 
N.B. Senza questi codici, anche se una piccola sequenza di simboli o caratteri, potrebbe compromettere l’immagine.
 Sia la testa e sia la coda sono facilmente individualizzabili, perché separate dal corpus, ovvero dalla parte centrale, in cui avrete il “quasi” libero arbitrio di agire. Lì potete distanziare, tagliare, sostituire, aggiungere qualsiasi cosa voi vogliate, e sperare che nella sezione lavorata, in cui state agendo, una volta richiuso il file e riaperto nel formato di provenienza: jpeg, png, tif, o bitmap, comparirà poi nell’immagine il glitch. 
Anche nella sezione centrale ci sono delle parti, dei segni, detti codici di controllo, che se toccati, cancellati, distanziati tra di loro, possono compromettere la riuscita della riscrittura.

Per questo motivo bisogna provare e riprovare, capire in quale zona i codici sono sensibili alla nostra interazione, e lì decidere in che modo agire per creare un effetto glitch.

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Ouverture: testo

soloQuandoIlBuioSiDispiega

Ouverture

Ouverture

Gli esempi riportati sono parte di un processo artistico di traduzione, tra uno scrittore ed una pittrice.

Passaggi

Abbiamo lavorato su Mac, per ovvi motivi relativi alle prestazioni e alle applicazioni offertaci dal suo S.O.
 Dopo aver digitalizzato gli 8 dipinti, li abbiamo salvati in diversi formati: jpeg, bitmap, png. 
Per i testi abbiamo mantenuto il formato txt., facendo attenzione al simbolo dell’apostrofo, perché, all’interno di qualsiasi codice informatico, pregiudica irreversibilmente l’immagine. In altri casi abbiamo deciso di trasformare i 6 testi scritti in codice binario. Una volta tradotti, li abbiamo traslati nel codice informatico, osservando la trasformazione dell’immagine sotto diversi slittamenti glitch.

Qualsiasi testo alfabetico vogliate inserire non può essere trascritto nella sua completa interezza, deve essere ridimensionato in base alla sensibilità precipua della zona in cui state lavorando: la vostra incisione non può non tenere in considerazione questo aspetto.

Il bitmap è un file con estensione maggiore rispetto al jpeg, con questa prima differenza vedremo insieme i differenti esiti di lavoro con cui abbiamo dato inizio ad una fase di processo artistico che ancora oggi mantiene viva la domanda, a cui il nostro lavoro artistico sta dando una forma. 

Il nostro obiettivo era quello di trovare un luogo altro in cui far dialogare, condividere, esprimere due modalità artistiche: la scrittura e la pittura. Assuefatti dalla rappresentazione didascalica: opera pittorica e sinossi/testimonianza testuale, abbiamo lasciato che questi lavori s’integrassero e interagissero in un nuovo spazio e linguaggio – terzo e neutro – di creazione: il codice informatico. 

Ci sono diversi modi per cominciare, noi vi offriremo la possibilità di seguire il nostro lavoro composto da prove diverse eseguite seguendo diverse App – a pagamento o disponibili in opensource – .

Al costo di un euro circa è possibile lavorare con ImageGlitch, un’App che dà la possibilità all’utente di vedere in simultanea l’effetto della propria incisione o eliminazione di sequenze all’interno dei codici del testo informatico. Nel nostro caso abbiamo subito notato che i dipinti scelti per questo lavoro artistico rivelavano una flebile sensibilità al nostro intervento, soprattutto se l’immagine del dipinto in questione fosse stato salvato in jpeg. Nel caso di un bitmap invece, abbiamo notato che aperto tramite l’app, ad ogni nostra incisione ottenevamo uno slittamento grafico diverso e delle volte più efficace per il nostro scopo.

Per quanto riguarda la modalità opensource, gratuita, e reperibile ovunque: abbiamo usato gli esadecimali.
In questo specifico contesto, si agisce nel testo alla destra, perché a sinistra abbiamo l’esadecimale che non può essere maneggiato. Sulla destra abbiamo una sequenza di codici molto simile a quella già vista in ImageGlitch, ma l’immagine non è a fronte. Si lavora a scatola chiusa. Il consiglio che diamo è di intervenire nel testo, salvare il materiale, aprire l’immagine in esame ed osservare cosa sia successo.

La differenza tra Imageglitch e l’esadecimale è che riaperto il file bitmap in quest’ultimo, ciò che è stato modificato – aggiunto, tolto, parole ex novo – possono essere ritrovate tramite Finder: questo significa che la traccia non resta solo nel glitch visibile nell’immagine, come succede in Imageglitch, ma anche all’interno del testo informatico.
Nella sequenza dei simboli è rintracciabile e rimodificabile quanto scritto o semplicemente modificato.
In Imageglitch questa possibilità non c’è: una volta salvato il file jpeg o bitmap, se si volesse riaprirlo tramite l’app, non si riuscirebbe a trovare alcuna traccia di quanto fatto: il codice riassorbe ogni modifica, e lo riformula in funzione dell’app per la lettura dell’immagine.

Ibidem ID:DI scritti-pittorici:esercizi di traduzione

L’esplorazione è attiva!

Questo lavoro ha più forme di destinazione; per ora non vuole né immaginare né narrare alcun esito.
Vuole cercare il principio reale che concerne ogni forma: il principio dinamico, e non le sue apparenze visibili. Gli autori hanno deciso di destituire quell’apparenza o proprietà autoriale per praticare la con-divisione, più che mai oggi fondamentale a tessere nuovi movimenti artistici e narrativi in spazi inesplorati ma già esistenti.

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